LUIGIA SORRENTINO

è il morire che vedo (da Olimpia, Interlinea, 2013)

è il morire che vedo

il venir meno, questo

incepparsi improvviso del respiro

mentre si accascia il nostro fare

 

allora sei tu che stendi la mano

a soccorrerlo

in un solo gesto apri la notte

 

Non aver paura – dici –

non ho dimora, ogni istante

nell’incerto dominio

tra gli uomini e la strada –

 

allora sono io che attraverso

la crepa, il muro,

sono io che vengo vicino a te

nel tuo ultimo tempo –

è il morire che vedo

il venir meno, questo

incepparsi improvviso del respiro

mentre si accascia il nostro fare

 

allora sei tu che stendi la mano

a soccorrerlo

in un solo gesto apri la notte

 

Non aver paura – dici –

non ho dimora, ogni istante

nell’incerto dominio

tra gli uomini e la strada –

 

allora sono io che attraverso

la crepa, il muro,

sono io che vengo vicino a te

nel tuo ultimo tempo –