Bernardo Pacini – Ipotesi sul mio disfacimento (Mar dei Sargassi, 2024)
Bernardo Pacini, poeta e traduttore fiorentino nato nel 1987, propone in questa raccolta un’esplorazione caleidoscopica dell’io in dissoluzione. Diviso in quattro sezioni, tra cui “Attrito di A con B”, “Phishing” e “Ghosting”, il testo indaga l’io contemporaneo tra memoria, fallimento, presenza virtuale e scomposizione dell’identità
L’inchiesta del poeta mette in scena l’esistenza di individui che – senza presentare la minima turba psichica superficiale – esaltano un carattere particolare, una celata richiesta di aiuto. Pacini scava un vuoto che è un grembo perfettissimo di memoria usando gli stessi attrezzi per seppellire e disseppellire, in un’azione e contro-azione etica che determina attorno all’io tre sfere concentriche. la seconda che va più lontano della prima; la terza che va più lontano della seconda. In mezzo, l’io si dilata fino al disfacimento (o almeno alla sua ipotesi): vorrebbe ricostruire tutta l’esperienza in un nuovo spazio, abbracciarla in un tempo libero e liberato da un pensiero dominante che non è compatibile con il tempo della poesia. […] Una specie di assimilazione involontaria del reale attraverso i tic, che procede in modo del tutto naturale, quasi istintivo. Il tic sembra essere per Bernardo il Big Bang, lo sforzo da cui facciamo derivare le idee, le parole e i pensieri. In un tic assurdo può avvenire il tac: due semplici suoni capaci di generare un’esplosione di senso.
Laura Recanati – Il mondo intatto (Mar dei Sargassi, 2024)
All’esordio con Il mondo intatto, Laura Recanati (classe 1993, laureata in Psicologia Clinica) offre poesia come esorcismo di ciò che non coincide con la razionalità borghese: paesaggi interni ed esterni, terra, “inverni lucidi”, spazi di assenza e desiderio di salvezza
La raccolta propone versi intensi e concisi, dove emerge una dualità melodica e ombrosa: “Il mondo degli uomini … tutto ha un nome … Mio e tuo, decide” – e da questa tensione nasce un “taccuino delle assenze” capace di congiungere piccole morti e speranza di rinascita
Il mondo intatto parla di terra, di segreti, di inverni lucidi, di nullificazione dell’esperienza umana. “Io non ci coincidevo mai / perfettamente, scrive, e tutto il testo risente di questa meravigliosa mancanza di coincidenza con la società borghese: Nel mondo degli uomini – continua la Recanati – ogni cosa ha un nome / L’indice dritto dell’uomo / dice questo e quello. Mio e tuo, decide”. C’è una continua richiesta di luce, nel testo, la volontà di prenderla per poi fuggirla, e ciò si mescola brillantemente con la musicalità con cui l’autrice condisce il verso creando un chiaroscuro sinestetico di melodia e ombre che conduce a un taccuino delle assenze. Il mondo intatto è un libro colmo di stanze solitarie, di piccole morti, di tentativi, mozzi, di salvezza. Laura Recanati alla sua prima pubblicazione si attesta come autrice dai movimenti primari, mantenendo, pure nel procedere delle sezioni, la sua potente musicalità e la sua coerenza tematica.

